Studio Professionale operativo dal 2006

Titolare dott. Pietro Fulciniti

Consulente aziendale - Esperto e responsabile di progetti aziendali (legge 14 gennaio 2013, n. 4)

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Professionisti esterni che collaborano con lo Studio:

- Avvocati (amministrativisti, civilisti, giuslavoristi, societaristi, tributaristi).

- Dottori commercialisti e Revisori contabili.

- Consulenti del lavoro

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Il titolare di questo Studio si è fatto promotore

dell’Associazione cultura denominata «Istituto per lo

studio e la ricerca in campo giuridico, economico,

aziendale», il cui scopo è quello di avvicinare sempre

di più l’imprenditoria italiana ad un gruppo di studiosi

e ricercatori ed instaurare con loro un costante

dialogo basato su interessi comuni.

Lo Statuto (art. 4, lettera d) prevede la possibilità di

accogliere anche le aziende in qualità di «Soci

sostenitori», disposti a contribuire, con la loro quota

associativa o versamento di somme una tantum, le

attività e i servizi (corsi, eventi, manifestazioni) di cui

gli associati stessi possano fruire, con le modalità da

stabilire di volta in volta.

Inoltre, ai suddetti Soci, il titolare di questo Studio

garantisce, per tutta la durata del periodo

associativo, consulenza aziendale gratuita, mentre

per l’assistenza prestata in Studio o a distanza l’

onorario sarà ridotto del 50%.

L’Associazione culturale ha un portale web

raggiungibile attraverso il dominio

 

http://www.istitutostudigiuridicieconomiciaziendali.org

 

Cui si rinvia per meglio conoscerne l’organizzazione.

Per ulteriori in formazioni ed adesione scrivere a

istituto_studi_2021@libero.it  oppure

istituto_studi_2021@virgilio

 

PRO MEMORIA PER LE MICRO

PICCOLE E MEDIE SOCIETA’ DI

CAPITALI

E SIMULAZIONE DI UN TAVOLO

D’INCONTRO CON UN IPOTETICO

IMPRENDITORE

 

Molti sono gli imprenditori che ignorano la figura professionale in cui rientra questo Studio. Gli altri, che ne sono a conoscenza, non sempre hanno la piena consapevolezza circa la loro utilità in ambito aziendale. Intanto è opportuno precisare che la legge sopra citata riconosce e regola la professione del Consulente aziendale; il Codice ATECO 70.22.09 elenca poi i vari campi in cui egli può operare. Quanto segue è funzionale a far capire come possa essere preziosa la collaborazione prestata da tale professionista all’imprenditore in sede di assunzione di decisioni importanti per l’azienda.

I due anni di profonda sofferenza provocata dal Covid-19 hanno lacerato il sistema produttivo. L’auspicata fine della pandemia deveva perciò indurre l’imprenditore a cominciare a quantificare i danni che durante il maledetto biennio hanno quasi azzerato il suo profitto, e sulla base delle risultanze mettere mano alla  progettazione degli interventi strategici necessari per un’efficace ripresa macro e micro economica dell’impresa. Come se non fosse bastata la battaglia combattuta contro il virus, ad essa si è sommata la guerra in Ucraina che contribuisce in prospettiva a rendere problematica la ripresa economica anche in Italia. Non bisogna però arrendersi alle calamità di qualsiasi genere. Questo Studio sarà ancora una volta vicino agli imprenditori che volessero concretamente progettare il loro fuuturo, basato essenzialmente sugli investimenti produttivi.

Per pianificare e gestire gli investimenti («investire per produrre e distribuire il prodotto», è un assioma che dovrebbe essere sempre presente nell’agire dell’imprenditore); per dotarsi delle risorse necessarie occorre conoscere i procedimenti che favoriscono l’accesso ai finanziamenti pubblici e a qualli bancari; per ristrutturare e sviluppare i processi di produzione e far crescere le dimensioni dell'azienda anche su altri mercati; insomma per attuare un’ottima politica aziendale che guardi al futuro, non tutte le micro, piccole e medie imprese hanno al loro interno personale capace di supportare l’imprenditore in queste scelte decisive. Qual è l’elemento che ne preclude l’assunzione di talune professionalità? E’ un problema più volte portato all’attenzione dei nostri interlocutori, ma che merita di essere approfondito in questa sede, con dati alla mano.

Se l’azienda è di piccole dimensioni, il costo annuo totale lordo del dirigente ammonta a € 95,000, esso arriva a € 151,000 circa per la media azienda. Inoltre, il dirigente deve essere dotato di spazi (ufficio) e personale (segretaria) adeguati, che fanno lievitare i costi previsti dagli accordi contrattuali.

Se l’impresa individuale e quella familiare possono fare a meno di manager, in quanto la complessità dell’azienda può essere ben gestita da colui o colei che ne è titolare, le società di capitali necessitano, per le ragioni suesposte, di stretti collaboratori capaci di assumersi anche delle responsabilità invece dell’imprenditore.

Il verbo «esternalizzare» è diventato più che mai attuale nell’economia post pandemica: affidare a liberi professionisti la responsabilità di programmare e/ o realizzare progetti aziendali è una strategia che rende; basta crederci, e per convincersi della sua bontà l’imprenditore deve possedere il «fiuto» (o se si preferisce) l’«intelligenza» che lo spinga ad orientarsi verso chi - per il curriculum culturale e professionale posseduto – è in grado di offrire delle controllabili garanzie.

E’ noto a tutti che il capitale è uno dei fattori delle produzione. Volendo riprendere il filo del discorso sopra accennato, diciamo che l’imprenditore piccolo e medio quasi sempre deve ricorrere a delle fonti esterne di reperimento del finanziamento reso necessario per poter realizzare un significativo progetto aziendale o anche per disporre di liquidità. La ricerca del finanziamento richiede una spiccata conoscenza della normativa interna e comunitaria indispensabile per valutare quello più idoneo al caso concreto (l’idoneità è commisurata sempre al costo e alla maggiore facilità e tempestività per ottenerlo). Ebbene, in questa fase delicata della ricerca è estremamente utile che l’imprenditore sia coadiuvato da un professionista in possesso delle predette conoscenze.

Simuliamo, a questo punto, un tavolo intorno al quale si siedono un imprenditore e il titolare di questo Studio per discutere dei tempi di programmazione e realizzazione del progetto aziendale. Consideriamo che in entrambe le fasi vi sia il coinvolgimento di un solo dirigente che opera all’interno della PMI o, in alternativa, il titolare del medesimo Studio, che sarà incaricato di coadiuvare l’imprenditore nelle fasi stesse. L’altro tema che essi affrontano riguarda la comparazione dei relativi costi. Ipotizziamo che la programmazione e realizzazione del progetto richieda sei mesi. Il costo riferito alla retribuzione lorda totale del dirigente d’azienda è pari a € 47.500 per la micro e piccola impresa, di € 76.500 per la medio impresa. Compariamo detti costi con quelli massimi che graverebbero sull’azienda se l’analogo incarico venisse conferito all’intestato Studio per uguale periodo, estensibile, in caso di necessità, per ulteriori sei mesi. Il risultato sarebbe il seguente: € 8.820,00, costo riferito alla micro e piccola impresa; € 12.600,00, costo per la medio impresa (oneri previdenziali e tributari compresi).

Questo Studio, allo scopo di far conoscere la propria organizzazione interna e il metodo di lavoro a un numero sempre maggiore di imprenditori italiani, sta promuovendo una campagna di avvicinamento verso le società di capitali, proponendo loro, attraverso l’invio di messaggi mirati, una collaborazione esterna piena, basata sulla massima trasparenza e reciproca fiducia. I settori, sui quali il titolare dello Studio e i suoi collaboratori possono intervenire efficacemente, sono, in particolare, l’organizzativo gestionale, il legale ed economico-finanziario.

Per informazioni scrivere a

      info@consulenteaziendaledottorepietrofulciniti.it .

9 marzo 2022

 

IL DECALOGO CHE DA SEMPRE CARATTERIZZA L’INCONTRO FRA L’IMPRENDITORE E I PROFESSIONISTI DI QUESTO STUDIO

1 – Questo Studio - avvalendosi di professionisti esperti nelle discipline aziendalistiche, contabili, giuridiche ed economiche, coordinati dal suo titolare – è in grado di soddisfare ogni richiesta di consulenza, assistenza e accesso al credito riservato alle PMI, proveniente dalle aziende con sede in tutta Italia. Eroghiamo servizi professionali che offrano agli imprenditori sicurezza nel loro lavoro e soddisfazione per i risultati ottenuti dalle loro aziende. Copriamo aree strategiche per il raggiungimento di un preciso fine. In questi anni di attività lo Studio si è occupato, principalmente, di:

a) finanziamenti riservati alle micro, piccole e medie aziende, con garanzia prestata da appositi organismi, finalizzati all’acquisto di beni e/o servizi strumentali all’impresa e alla liquidità, non esclusi i finanziamenti in leasing e a fondo perduto, questi ultimi previsti dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale;

b) internazionalizzazione dei prodotti e/ o servizi;

c) pianificazione e realizzazione di progetti aziendali, compresa l'organizzazione o riorganizzazione degli uffici o settori  mediante informatizzazione dei vari servizi;

d) risanamento e sviluppo dei processi produttivi delle PMI.

2 – Su piano pratico, il primo incontro dell’imprenditore con il titolare dello Studio ha il seguente svolgimento: il professionista ascolta, con la dovuta attenzione, le problematiche aziendali espostegli. Ne esamina la documentazione eventualmente consegnatagli; poi, con linguaggio separato da ogni tecnicismo ma puntuale, esprime il proprio parere riguardo alle varie questioni oggetto dell’incontro stesso, che avviene – ove possibile - nella sede di Roma dello Studio. L’onorario da corrispondere al professionista, alla fine della seduta, è di euro 100,00 + i.v.a. e c.p.a., per le imprese giovanili e femminili; di € 150,00 + i.v.a. e c.p.a., per tutte le altre imprese. 

3 – Nel corso di detto incontro – o del primo contatto a distanza - l’imprenditore esplicita l’incarico che intende conferire al professionista, nell’ambito – generalmente – delle suddette materie. Lo Studio predispone il relativo «contratto di mandato con rappresentanza» (artt. 1703 ss c. c.) ovvero di «prestazione d’opera intellettuale» (artt. 2229 ss. c. c.) e lo invia, per posta elettronica, all’imprenditore per la presumibile accettazione e sottoscrizione. Le clausole che lo compongono riguardano, di regola: l’oggetto e i limiti del mandato o dell’opera intellettuale; gli obblighi dello Studio; la durata e l’esecuzione del mandato o del contratto d’opera intellettuale; le responsabilità delle parti contrattuali; il compenso (onorario) e le modalità di pagamento, nonché le eventuali spese autorizzate dall’imprenditore. Il contratto, comunque, produce effetti giuridici in capo alle parti solo dopo la sottoscrizione.

4 – Il contratto prevede, altresì, l’acquisizione di documenti necessari allo svolgimento del mandato con rappresentanza. Trattandosi di prestazione professionale finalizzata al risanamento aziendale, è previsto il «Check up» volto ad accertare lo stato di salute dell’azienda. Nell’ipotesi in cui l’imprenditore intenda accedere al credito di cui alla lettera a) del punto 1 è necessario, inoltre, predisporre il «Piano aziendale» (Business Plan) richiesto dai soggetti finanziatori e da quelli che rilasciano la garanzia prevista dalla normativa di riferimento. L'onorario minimo per il Check up, seguito da parere di fattibilità, è di € 200,00, il massimo è di € 600,00 + oneri fiscali e contributivi e acquisizione di documenti aziendali); l'onoraio minimo  per il Business Plan è di € 1.500,00, quello massimo di € 3.000,00 + oneri fiscali e contributivi; l'onorario, nel caso di concessione del finanziamento riservato alle PMI, è parametrato da un minimo dell'1% a un massimo del 5%. Gli onorari di cui sopra non saranno corrisposti nel caso di contratto di consulenza e assistenza globale forninta dallo Studio, in funzione della ralizzazione di un progetto aziendale di durata minima di mesi sei.

5 – La pianificazionee la realizzazione di un progetto aziendale richiedono l’impegno personale del titolare dello Studio che ricopre, nell’ambito dell’azienda, la figura professionale del «Project manager». Il tipo d’intervento è riservato alle società di capitali (s. p. a. – s. a. p. a. – s. r. l. – Cooperative). Il rapporto è sempre di lavoro autonomo, a tempo determinato e senza oneri a carico dell’imprenditore diversi da quelli enunciati ai punti 2 e 4

6 – Il titolare dello Studio, accettando l’incarico di mandato con rappresentanza oppure di esecuzione d’opera intellettuale, si rende disponibile verso l’imprenditore anche nel caso fosse necessario programmare delle visite presso l’azienda avente sede a Roma. E' a carico dell'imprenditore la spesa di trasferta.

7 – Alla predetta disponibilità si accompagna – in forza del Codice deontologico della categoria professionale cui il titolare dello Studio appartiene (legge n. 4 del 2013) - la massima trasparenza, la totale fiducia e lealtà che devono, ovviamente, essere reciproche. Per gli altri professionisti, di cui si avvale lo Studio, valgono le norme racchiuse nei rispettivi Codici deontologici.

8 – Lo Studio si obbliga di non fornire le medesime prestazioni professionali alle aziende concorrenti, pena la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni patiti dall’imprenditore da cui ha ricevuto l’incarico professionale. L’esclusiva della prestazione professionale vale nell’ambito della Regione in cui ha sede l’azienda parte dei contrato.

9 – Lo Studio può – dietro richiesta dell’imprenditore – può rinunciare all’acconto sull’onorario e concedere dilazioni sul pagamento, dietro eventuale garanzia da stabilire di volta in volta.

10 – Consapevole del disaggio in cui versa l’imprenditoria italiana – diretta conseguenza della ben nota crisi dell’economia mondiale verificatasi nell’ultimo decennio e della pandemi da Covid-19 - e la necessità di una sempre più vasta cooperazione fra più soggetti, questo Studio promuove gli investimenti mediante la ricerca di finanziamenti alle migliori condizioni e sempre compatibili con i programmi aziendali.

Il primo contatto con lo Studio avviene scrivendo a

info@consulenteaziendaledottorepietrofulciniti.it

 

 

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[1] -  Ricordiamo i due concetti fondamentali della produzione di beni o servizi: l’imput, che attiva, appunto, la produzione; l’autput  che indica il risultato dell’impresa, ossia i prodotti, e che ha un impatto sull’ambiente in cui l’impresa opera.

2 - Si dice «quota di mercato» quella che l’impresa conquista con i propri prodotti. Si calcola la fetta di mercato facendo il rapporto tra fatturato dell’impresa X e il fatturato totale di tutte le imprese concorrenti. Supponiamo che l’impresa X possegga una maggiore quota di mercato rispetto alle imprese concorrenti; in tal caso essa è in vantaggio competitivo e quindi viene indicata come impresa leader, o follower nel caso occupi il secondo posto nella quota di mercato. In pratica si possono avere una pluralità di leader , ciò avviene quando vengono calcolate tutte le quote di mercato, se ne fa una media e si considerano leader tutte quelle imprese che posseggono la quota superiore alla media.

 

 

[3] - Normann R., definisce la Business idea come«Un sistema di coerenze che consentono all’impresa di dominare una nicchia di mercato e di sviluppare azioni concrete», paragonandola, inoltre, a «….un pezzo di macchinario complesso e ben lubrificato, dove tutte le parti si inseriscono perfettamente  l’una  nell’altra apportando il loro contributo al tutto».

 

[4] -  Deriva dal greco ÏŒλος, («totalità»).

[5] - L’elencazione  degli obiettivi contiene la produttività e l’innovazione al servizio dei beni e servizi legittimi ed utili; la realizzazione di un surplus nell’ambito di rigorosi obiettivi di economicità; la sopravvivenza dell’impresa nel tempo; la valorizzazione e la crescita dei talenti delle persone; la progressione, in ambito aziendale, per meriti e non per altri fattori; il farsi carico, entro determinati limiti, dei problemi generali dello sviluppo della comunità.

[6] - Per un atteggiamento critico si rinvia al saggio del Cavalieri cit. in Bibliografia.

[7] - Reputava, l’economista scozzese, che il problema dell’etica non fosse una condizione esclusiva dell’impresa, ma che dovesse riguardare tutta la collettività, quindi anche gli «uomini business».

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